AIUTARE GLI ALTRI

Aiutare gli altri con il coaching è possibile e ha una doppia valenza: gratifica chi aiuta e rende più forte e consapevole l’altra persona.

 

     aiutare gli altri con il mental coaching

Come si può aiutare gli altri con il Coaching?

Scopri come aiutare gli altri a raggiungere i loro obiettivi con un corso di Mental Coaching

 

Perché un individuo è spinto a partecipare ad un corso di mental coaching ?

Due sono le possibili motivazioni: migliorare se stessi o aiutare gli altri.

Una persona può decidere di intraprendere questo percorso perché magari ha la necessità di sistemare alcune questioni della propria vita, siano esse di carattere privato piuttosto che di tipo professionale. Ha quindi bisogno di un coach che lo aiuti a capire quale sia il problema ma soprattutto come risolverlo, che gli dia gli strumenti necessari per raggiungere l’obiettivo. L’aiuto che richiede gioverà direttamente e unicamente a lui.

Aiutare gli altri con il coaching, invece, è l’altro  motivo per cui un individuo desidera ottenere questa qualifica. Il suo scopo è acquisire tutte le competenze e le tecniche necessarie possibili in materia, da attuare in un secondo momento su persone che hanno bisogno del suo sostegno per dare il meglio di sé e uscire da situazioni critiche.

È bene chiarire che diventare mental coach non significa essere in grado di sostituire uno psicologo, come molti di voi saranno portarti a pensare. Tale professione infatti non si estrinseca nel fare terapia, non ha nulla a che fare con le patologie mediche.  Il Mental Coach lavora per aiutare persone che già ottengono risultati ad ottenere livelli ancora più alti di prestazione, ad utilizzare produttivamente le qualità a disposizione e rendere più veloce ed efficace l’accesso alle migliori risorse che una particolare situazione richiede

Con il coaching aiutare gli altri diventa possibile e realizzabile. Ma chi sono i soggetti che possono avere bisogno di questo genere di supporto?

Sostanzialmente essendo suddiviso in tre branchie, business coaching, life coaching e sport coaching, si avranno altrettante categorie:

  • uomini sportivi;
  • uomini d’affari;
  • gente comune.

 

UOMINI SPORTIVI

Aiutare gli altri con il coaching è fortemente richiesto nel mondo dello sport, sia perché è più facile rilevare di aver bisogno di questo sostegno e sia perché se i risultati arrivano e sono buoni, la cassa di risonanza sarà notevole e indurrà gli altri colleghi sportivi a provare questa soluzione per superare il loro momento di crisi.

A questa categoria appartengono sia gli atleti, come giustamente avrete supposto, ma anche gli allenatori.

a) Gli atleti a loro volta si suddivideranno in: giovani promesse e campioni “caduti in disgrazia”.

ai) Per un giocatore all’inizio di carriera la possibilità di sbagliare è elevata. La pressione è molto forte, il desiderio di esibire al mondo il proprio potenziale è enorme, la brama di dimostrare quanto si è capaci Inoltre, essendo queste le prime apparizioni o gare che contano, governare le proprie emozioni può risultare un’impresa piuttosto complicata, quasi quanto vincere una medaglia. Ecco quindi che l’aiuto di un mental coach sportivo ha proprio l’obiettivo da un lato di rendere l’atleta più sicuro dei propri mezzi, consapevole che la vittoria dipende essenzialmente proprio dalla sua persona, e dall’altro di metterlo nella condizione di saper gestire situazioni di forte tensione emotiva.

aii) Per un campione olimpico il discorso è diverso. Ha già vinto, ha raggiunto i suoi obiettivi direte voi, per quale motivo dovrebbe avvalersi del sostegno di un mental coach? La risposta in realtà è molto semplice: a volte riconfermarsi è molto più difficile che vincere. Quando si è agli esordi infatti per la maggior parte dei tifosi l’atleta è uno sconosciuto, un individuo di cui gli esperti tessono le lodi e in cui si aspetta venga mostrato questo famoso potenziale. Quando poi si è vinto, si è dimostrato il proprio talento, a quel punto scatta il meccanismo per cui il giocatore deve nuovamente trionfare per dimostrare che quanto accaduto precedentemente non era frutto del caso, la cosiddetta fortuna del principiante, ma merito della tenacia e della costanza impiegate per mesi e anni negli allenamenti quotidiani. L’ansia da riconferma diventa dunque un sentimento non così impossibile da provare, capace di paralizzare, di rendere una giocata banale la più difficile e innaturale. In questa occasione si manifesta la cosa peggiore che possa accadere ad uno sportivo: la consapevolezza di non aver dato il massimo. Essere conscio delle proprie capacità e non essere più in grado di sfruttarle appieno, assume sotto il piano psicologico un aspetto devastante, che può portare anche all’interruzione dell’attività. Il compito di un mental coach sportivo in questo caso sarà di sbloccare la mente del giocatore e fargli comprendere che se è riuscito già una volta ad arrivare al traguardo, salvo condizioni fisiche che non lo permettano, non c’è nessun ostacolo che gli impedisca di bissare il successo, avendo oltretutto dalla sua la carta dell’esperienza.

b) Gli allenatori richiedono tale supporto perché pienamente consci che essendoci stato un generale elevamento del tasso tecnico, ciò che fa la differenza tra una squadra vincente e una perdente, è essenzialmente la preparazione mentale. Sono dunque quei coach che pongono sullo stesso piano corpo e mente e hanno bisogno di impartire oltre che la tecnica e la tattica anche una mentalità di gioco vincente, competitiva, decisa. Sono consapevoli che non basta allenare ma essere in grado di motivare il proprio gruppo, comunicare in modo efficace e persuasivo, essere un’ancora di salvataggio nelle fase critiche di un match e sviluppare il potenziale dei propri giocatori.

 

UOMINI D’AFFARI

Aiutare gli altri con il coaching è possibile anche nel mondo professionale; sono infatti tantissimi i manager che intraprendono questo genere di percorso, che richiedono il supporto di un business coach. Guadagnano bene, viaggiano molto, lusso sfrenato, perché dovrebbero averne bisogno penserete? Perché questa professione, per quanto attraente possa sembrare, in realtà impone tante responsabilità, e quindi una mole di stress emotivo non indifferente, e spesso richiede anche tante rinunce, come la mancanza di punti fissi e stabilità, la lontananza dagli affetti più cari. Servono inoltre grande senso pratico, individualismo e carisma.  La figura del mental coach ha il compito di aiutare il manager a sapersi districarsi tra i mille impegni quotidiani, a dividersi tra vita privata, impegni di rappresentanza, pratiche organizzative e public relations.

Può anche servire a renderlo più sicuro dei propri mezzi, delle proprie capacità, ad avere un maggior appeal sui propri dipendenti,  perché lo riconoscano come leader di fatto e non solo perché una carta lo attesta, in modo da essere coinvolti in quello che fanno,  a metterci dedizione e impegno.

Un manager consapevole delle proprie capacità, in pace con se stesso, capace di gestire situazioni critiche è uomo felice a casa e utile in azienda, dunque in questo caso aiutare gli altri con il coaching ha una doppia valenza e porta ad un doppio risultato.

 

GENTE COMUNE

Con il coaching aiutare gli altri si può. Questi altri fanno parte di una categoria vastissima, definita Life coaching, che ingloba tutte le esigenze delle persone comuni, dal desiderio di sviluppare se stessi, al superamento di momenti impegnativi, dall’acquisizione di maggior sicurezza nelle proprie capacità al raggiungimento di obiettivi ambiziosi. Tali obiettivi, come già detto, riguardano la sfera quotidiana di un individuo: una madre contesa tra lavoro e figli, un ragazzo che vuole aumentare il livello dei risultati scolastici, un individuo che ha difficoltà ad esporsi e parlare in pubblico, genitori che si sentono inadeguati a ricoprire il ruolo di educatori della propria prole.

 

Aiutare gli altri con il coaching non è semplice; non basta essere spinti da un desiderio di amore verso il prossimo. Prima ancora di sostenere altri individui, il futuro mental coach dovrà raggiungere un elevato equilibrio emotivo e una certa solidità interiore, per riuscire poi a trasmetterli agli altri.

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