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Come si diventa coach

mental coach

Tra chi sceglie di diventare mental coach ci sono professionisti della relazione d’aiuto, come psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali; operatori dell’ambito socio educativo e psicopedagogico quali insegnanti, formatori, religiosi, genitori, educatori, volontari; manager ed esperti delle risorse umane. Una volta che si è diventati mental coach è opportuno un aggiornamento costante per tutta la durata della vita professionale tramite master, seminari, convegni e corsi di specializzazione nelle varie discipline del coaching come suggerisce la life e corporate coach Giuliana Rubano nel suo articolo.

Il coach svolge la propria professione con singoli individui, coppie e gruppi all’interno di aziende o società sportive. E a tal proposito è indispensabile una specializzazione quale  life e business coach, life coach o sport coach in modo da poter dare al cliente la massima competenza.

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Il tipico cliente del coach è la persona che attraversa un periodo di transizione (nuovo lavoro, nuove abitudini, nuove responsabilità) o sente il bisogno di rafforzare la propria autostima e la fiducia in se stesso. Il coach promuove la crescita del cliente nel rispetto della sua unicità e delle sue caratteristiche individuali.

Il coach stabilisce con il cliente una relazione collaborativa e paritaria. Opera per promuovere l’autorealizzazione del coachee, stimola il cliente a individuare il punto in cui si trova per definire i propri obiettivi personali e a mettere in atto le risorse necessarie per raggiungerli. Gli strumenti di intervento del coach sono l’ascolto attivo, le domande e un feedback costante.

Il coach non cura un paziente, ma assiste un cliente a perseguire obiettivi pratici, concreti e ben delineati, la sua azione si concentra sul presente e sul futuro, non sul passato.

 

One Comment to "Come si diventa coach"

  1. paolo
    22 settembre 2014 at 10:31

    c’è una differenza apparentemente sottile tra chi ha bisogno di lavorare sul passato e chi invece sul presente e il futuro.
    Importante non fraintendere il ruolo di mental coach con quello di uno psicologo.

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