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Fiducia e Ansia: nemici o alleati?

Ansia controllo e gestione

Istintivamente si tende ad attribuire alla fiducia una valenza positiva e all’ansia una valenza negativa.

In realtà fiducia e ansia possono essere entrambe negative ed entrambe positive, nemiche o alleate: dipende tutto da come riusciamo a gestirle e controllarle per tenerle nei margini del livello ottimale.

 

L’ANSIA

L’ansia è un’esperienza comune ad ogni persona seppur diversa per livelli, intensità, motivazioni e reazioni: può essere legata alla paura del fallimento, al giudizio degli altri, a fattori incontrollabili che non dipendono da noi e dal nostro controllo.

In ogni caso l’ansia è uno stato di eccitazione legato ad una prestazione.

Possiamo individuare alcuni gradi di eccitazione che tutti siamo in grado di riconoscere:

  • Noia/disinteresse
  • Interesse
  • Media eccitazione
  • Stress Zone
  • Ansia/Panico

Livelli troppo alti o troppo bassi di eccitazione possono influire sulla prestazione: l’obiettivo è quindi imparare a gestire e controllare l’ansia in modo da trovare il giusto equilibrio tra calma e sovraeccitazione in funzione della tipologia specifica di prestazione che siano chiamati ad affrontare.

Esistono prestazioni caratterizzate da tempi rapidi e compressi dove viene richiesto un livello di carica ed eccitazione elevato.
Nei casi di prestazioni che durano nel tempo (come ad esempio delle conferenze) è impensabile oltre che controproducente mantenere un alto livello di eccitazione a lungo: è meglio dosare l’eccitazione nel tempo.

Ci sono poi casi in cui è importante mantenere un livello di eccitazione pari a 0: si tratta di quelle prestazioni in cui serve massima concentrazione perché ciò che conta è la precisione.

L’ansia intesa come livello di eccitazione è uno strumento che abbiamo dalla nostra parte utile alla buona riuscita delle prestazioni a patto che impariamo ad averne il controllo e capacità di gestione.

I segnali di uno stato ansioso possono verificarsi su 3 livelli:

  • Livello somatico: respirazione, pressione, battito cardiaco
  • Livello comportamentale: postura, mimica facciale, tono della voce
  • Livello psicologico e cognitivo: ciò che sentiamo e proviamo relativamente a noi stessi

L’ambito preferenziale del mental coaching è l’ansia a livello cognitivo perché è in questa che intervengono maggiormente le abilità mentali.

Per il mental coach il punto di partenza essenziale è che la persona prenda coscienza del suo stato di ansia; cosa non sempre facile perché capita che qualcuno neghi lo stato d’ansia nonostante evidenti segnali.

Sicuramente importante a questo punto è distinguere la percezione dalla realtà e lavorare per restare concentrati sulla realtà di quello che si sta facendo nel determinato momento.

Il cambiamento dei comportamenti in favore del fare senza preoccuparsi parte dall’individuazione di punti di forza, dal dialogo interno, dal livello di motivazione e dallo sviluppo delle abilità mentali: lo sviluppo delle abilità mentali così come il controllo e la gestione dell’ansia sono capacità che è possibile apprendere con allenamento quotidiano.

Fiducia in se stessi

LA FIDUCIA VERSO SE STESSI

Uno degli aspetti che influisce sul controllo dell’ansia è la fiducia verso se stessi e le proprie capacità.

Compito del mental coach è trasferire la giusta fiducia alla persona che segue, cioè trasferire la convinzione di poter portare a termine un dato compito con successo.

Anche in questo caso si parla di giusto livello di fiducia, di livello ottimale, perché anche avere troppa fiducia può essere controproducente.

Un eccesso di fiducia induce ad andare oltre la considerazione della realtà, porta a trascurare alcuni aspetti importanti e porta a trasmettere empaticamente sensazioni potenzialmente nocive.

Per favorire la costruzione della fiducia in se stessi:

  • Creare occasioni in cui la persona raggiunge l’obiettivo prefissato
  • Agire con sicurezza e trasmettere fiducia con verbale e para-verbale
  • Pensare in modo fiducioso
  • Stimolare la persona a pianificare i propri obiettivi
  • Curare il corpo e la salute
  • Preparare
  • Circondarsi di un gruppo sociale di supporto

 

Quali sono le situazioni che ti provocano più ansia e cosa fai per controllarla?
Come supporti le altre persone nel controllo dell’ansia? E nell’acquisizione della fiducia in se stessi?

2 Comments to "Fiducia e Ansia: nemici o alleati?"

  1. Sonia
    25 ottobre 2015 at 19:47

    Personalmente vivo situazione di agitazione o ansia quando devo affrontare un esame o devo intervenire ad un incontro dove mi trovo a dover parlare di fronte a molte persone di argomenti che riguardano il MC o il mio essere comunque Istruttore. Il tutto è dovuto al fatto che sono relativamente “giovane” in questo mondo e mi sento a volte insicura. Per contrastare questi momenti cerco di preparare tutto con anticipo. Lo studio, piuttosto che una presentazione devono essere perfetti con largo anticipo ed io mi devo sentire completamente padrona degli argomenti che andrò ad affrontare. Conseguentemente cerco di rilassarmi e di pensare che tutto andrà bene. Un bel sorriso chiude la lista. Dà lì in avanti, qualsiasi sia il risultato per me è comunque un successo.
    Se mi trovo invece a contatto con un atleta che è in preda all’ansia valuto prima di tutto il momento che stà vivendo. Se pre o post gara o durante e mi comporto di conseguenza. Di solito comunque è sufficiente rassicurare e parlare insieme di una realtà che spesso è meno critica di quel che si pensi. Dare fiducia e spronare a combattere fanno il resto. E’ chiaro che pianificare esercizi allenanti, in seguito, lo aiuteranno completamente.

  2. In Scioltezza
    25 ottobre 2015 at 15:38

    Bell’articolo molto interessante ed istruttivo.
    Complimenti.

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