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Identikit di un allenatore vincente

Allenatore Vincente - Fabio Fossati

Quando giocavo avevo già in testa che avrei allenato. Ero un playmaker. Nel linguaggio comune, l’allenatore in campo.

Tante volte mi è stato chiesto perché ho deciso di fare l’allenatore. Quasi banale pensare che dopo aver giocato la conseguenza logica sarebbe stata quella di allenare. È anche vero che non tutti gli ex-atleti al termine della carriera decidono di allenare. Molti, per esempio, decidono di diventare dirigenti; altri chiudono la parentesi sport per dedicarsi ad altre cose.

Quando decisi di allenare avevo 33 anni, giocavo ancora, avevo un buon contratto, ma la mia carriera si era sviluppata in squadre che mai avevano lottato per vincere un titolo. La mia scelta di allenare, quando avrei potuto continuare a giocare, fu condizionata proprio dal sogno di vincere.

La fortuna di avere avuto grandi allenatori ha fatto il resto.

Ho tracciato l’identikit di come dovrebbe essere un allenatore, facendo riferimento alla mia esperienza sia di giocatore che di allenatore.

 

  • PASSIONE ED EMOZIONE

A volte si pensa che allenare sia semplicemente andare su un campo e riempire di nozioni tecniche i nostri giocatori. Niente di più sbagliato.

Sia che ci consideriamo allenatori o istruttori la nostra è una missione: se alleniamo per lavoro o lo facciamo per hobby… niente cambia ai fini del nostro impegno.

Non bisogna scordarsi che tutti i giocatori, anche i più giovani, a un miglio di distanza capiscono che allenatore siete. Niente sfugge al loro giudizio. È il lavoro che qualifica un allenatore agli occhi dei suoi giocatori.

 

  • COMPETENZA

Un allenatore dovrebbe mettersi sempre in discussione, cercando di capire dove può intervenire per migliorare e ampliare le proprie conoscenze.

“Costruire il nostro essere allenatori giorno per giorno studiando il gioco”.

Un allenatore deve conoscere la sua materia perché i suoi giocatori devono sapere esattamente cosa fare per migliorare, per diventare i giocatori che loro vogliono essere.

 

  • METODO

Gli allenatori di successo sono quelli che fanno pochi adattamenti al loro programma. Troppi cambiamenti creano confusione nei giocatori. A volte dopo aver assistito a un clinic si vorrebbe sperimentare tutto ciò che si è visto.

Un allenatore deve prendere in considerazione tutte le buone idee, ma non deve usarle tutte. Il programma si può cambiare, ma mai troppo.

Il segreto è adottare solo ciò che serve alla nostra squadra.

 

5 cose che un allenatore deve ricordare sempre

 

  1. DISCIPLINA
  • Un allenatore deve pretendere disciplina.
  • GIOCATORI DISCIPLINATI = SQUADRA DISCIPLINATA
  • Non dobbiamo scordarci che i giocatori nel loro subconscio sanno che la disciplina è la chiave del successo.
  • Se non chiediamo disciplina, i nostri giocatori NON CI RISPETTERANNO.
  • Per pretendere disciplina NOI PER PRIMI DOBBIAMO ESSERE DISCIPLINATI.
  • Disciplina implica rispetto, impossibile allenare se non c’è rispetto.
  • Creare disciplina significa innanzitutto rispettare i giocatori.
  • SE VORRAI ESSERE RISPETTATO INSEGNA LA DISCIPLINA

 

  1. GRATIFICAZIONE
  • Un allenatore deve gratificare quando un suo giocatore fa una cosa buona.
  • “STATE LAVORANDO BENE” questa è una frase da usare.
  • I giocatori hanno bisogno di correzioni, ma hanno bisogno anche di lodi.

 

  1. ONESTÀ
  • I giocatori devono sapere che nei loro confronto c’è chiarezza e fiducia.

 

  1. ENERGIA
  • I giocatori apprezzano e rispettano gli allenatori che lavorano duramente.
  • Passione ed entusiasmo sono contagiosi.
  • CIÒ CHE TRASMETTI È MOLTO PIÙ IMPORTANTE DI CIÒ CHE CONOSCI.

 

  1. AMORE
  • Ai tuoi giocatori non interessa quanto sai di basket, ma quanto puoi aiutarli a crescere.
  • Un allenatore deve essere a disposizione dei suoi giocatori e deve essere interessato alla loro crescita.
  • I GIOCATORI FARANNO DI TUTTO SE CAPISCONO CHE TU LI AMI.

 

Fabio Fossati
Head Coach, Advisor FIP FIBAEUROPE, Sport Mental Coach

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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