Blog

Il brivido del ciclismo, la magia del Giro

Ciclismo - Sport Coaching Gabriele Ricci

Sono nato tra le due ruote, ho girato l’Italia per poi sconfinare anche in Europa, sembrava scritto il mio destino ma poi, la catena della vita saltò.
La passione mi è stata tramandata quando ancora dovevo nascere, poi il senso di libertà, la bellezza dei paesaggi e tutto ciò che ti passa per la testa quando sei da solo su una montagna con la tua bicicletta ci hanno messo del loro.
Mi sono innamorato di Pantani prima e di Cunego poi. Passando per tutti coloro che trasmettevano fantasia e classe dalla testa ai pedali. Mi affascina il ciclismo perché è uno sport eroico, perché negli altri ti puoi fermare, puoi rifiatare, in salita invece quando i muscoli ti bruciano, la mente molla e tutto ciò che indossi ti pesa come un macigno, non ti puoi fermare, perché se smetti anche per un solo attimo di pedalare “torni indietro”.
Quando piove, o quando nevica, quando c’è un forte vento o un caldo torrido, sei sempre lì, a correre, tu e la tua bici.
É uno sport di sofferenza, di fatica, di cuore e per questo si tifa PER e non CONTRO!
Si tifano gli atleti, i corridori che sanno emozionare e poi se alla fine vince un altro, tutti sono pronti a riconoscere la sua superiorità.
Questo è il bello di questo sport, i tifosi riconoscono i sacrifici fatti dagli atleti e li rispettano, li amano.
L’esempio più eclatante, quando si accosta la parola Amore a quella Ciclismo è quello di Marco Pantani.
L’Italia per lui si bloccava, si emozionava, come quando un condottiero rientrava da una battaglia, ma questa è un’altra storia, una storia a parte.
Quando sono salito per la prima volta su una di quelle biciclette avevo poco più di 5 anni, e posso affermare con certezza che ero il bambino più felice del mondo.
Una volta che fai quel passo, la bici ti entra dentro, ti fa innamorare.

Giro d'Italia 2015 - Gabriele Ricci

Il Giro d’ Italia è qualcosa di speciale, una corsa bellissima in un Paese unico.
Circa 3400 km, divisi in tre settimane, solamente 3 giorni di riposo, un evento per marziani.
Sfiderei chiunque a portarlo al termine non in sella ad una bicicletta ma in macchina, sarebbe ugualmente sfiancante.
Si attraversano quasi tutte le regioni dello stivale, visitando le città più belle d’Italia e paradisi incontaminati.
La partenza come l’arrivo é una festa, per i corridori e per i tifosi.
Non svolgendosi indoor nè in uno spazio circoscrivibile, gli atleti in questi momenti si possono avvicinare e i fans possono interagire con loro.
Si creano in questo modo situazioni emozionanti che portano a vedere con un occhio più umano gli eroi che vediamo fare imprese in televisione.
Tutti gli anni almeno una volta, assisto ad una tappa dal vivo, perché anche solamente veder passare per un attimo la carovana con quel puntino rosa che ti sfreccia davanti è un qualcosa di speciale, almeno per me.
Sono felice che finalmente siamo alle porte del Giro 2015, non vedo l’ora che inizi e vi consiglio se non l’avete mai fatto, di scendere in strada quando passeranno i corridori.
Vi lasceranno qualcosa di magico dentro, sarà un brivido che poi passando si riporteranno via, è la magia del ciclismo, la magia del Giro.

“La vita e la bici hanno lo stesso principio, devi continuare a muoverti per rimanere in equilibrio”
J Ax

Commentate o condividete.
Seguitemi su twitter @GRmentalcoach.

Leave a comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *