IL DIALOGO INTERNO NEL COACHING

 Il dialogo interno o self talk è nel coaching un potente strumento per indirizzare al meglio le vostre attività e la vostra vita.

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Cos’è il dialogo interno e a cosa serve?

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Almeno una volta nella vita ognuno di noi ha compiuto quello che gli specialisti definiscono “dialogo interno”; in realtà, se proprio vogliamo essere precisi e pignoli, ci capita praticamente ogni giorno. Questo meccanismo mentale non fa nessuna differenza di genere, età o professione: mamme, sportivi, ragazzi, studenti, top manager e anziani, nessuno può sottrarsi. Scopriamo cos’è e perché è così determinate per i nostri successi e insuccessi, per la nostra felicità o infelicità.

Nel coaching il dialogo interno è fondamentale perché rappresenta una delle tecniche più diffuse e praticate dal mental coach per aiutare il suo coachee a raggiungere l’obiettivo desiderato.

Il dialogo interno nel coaching si basa sul fatto che noi siamo dei soggetti pensanti, riflettiamo continuamente, in modo positivo e negativo, e senza rendercene conto andiamo ad influenzare lo svolgimento delle attività che ci tengono occupati e impegnati in quel preciso istante. Perché quindi non tentare di modificare questi pensieri per migliorare la nostra prestazione? Ecco, il dialogo interno nel coaching ha proprio questo scopo.

 

MA CHE COS’E’ ESATTAMENTE  IL DIALOGO INTERNO NEL COACHING?

Il dialogo interno non è altro che la voce della nostra coscienza, è il processo con cui le persone parlano mentalmente a se stesse, una sorta di radio interiore che commenta, giudica e si interroga.

La sua forza è enorme, il suo potere incredibile, perché può trascinarti verso gli abissi o, al contrario, innalzarti fino al cielo: può dare la giusta spinta per agire, pertanto può essere incoraggiante, consolatorio, ma allo stesso tempo essere in grado di bloccare un uomo, mutandosi in categorico, paralizzante. Può influenzare positivamente o negativamente le attività che un individuo sta svolgendo.

 

IL DIALOGO INTERNO NEL COACHING COME PUO’ ESSERE SFRUTTATO A PROPRIO VANTAGGIO?

A tal proposito, per cercare di rendere il dialogo interno più un allenato di noi stessi e non un nemico contro cui combattere, vi sono alcune regole che hanno lo scopo di rendere il nostro “inner talk”  il più produttivo possibile:

  • rispettare la regola del più uno, ovvero ribattere a tono, almeno una volta in più, al dialogo interno, facendo in modo che non riecheggino nella mente domande senza risposta;
  • imbottirsi di frasi ispiranti, che aiutano a pensare positivo, ripetendole di tanto in tanto durante la giornata, preferendole a quelle contenenti la negazione (ad esempio: “Voglio star bene” invece che “Non voglio soffrire”), in quanto l’inconscio tende a non cogliere quel “non” e a farsi suggestionare dalla parola che evoca proprio quello che si vuole evitare;
  • farsi domande utili, invece di lasciare che la paura riempia la testa di dubbi e perplessità. Tali domande sono uno strumento potentissimo perché “a domanda la mente risponde”, perciò se vengono fatte domande che NECESSARIAMENTE richiedono risposte positive sarà tutto molto più semplice;
  • dare un volto alla paura, vederla come una piccola sé stessa con cui parlare e da rassicurare perché si spinga verso nuovi orizzonti;
  • convertire i pensieri tossici, che portano ad avere reazioni emotive intense ed esageratamente negative, a distorcere gli eventi, in pensieri funzionali, più realistici e in grado di ridimensionare l’impatto emotivo di certi eventi e facilitare il conseguimento degli scopi. Tali ragionamenti non implicano il rifiuto di tutti gli aspetti negativi, ma offrono una valutazione meno rigida della realtà, disposta a tenere conto di un numero maggiore di alternative;
  • non insultarsi, sminuirsi o fare termini di paragone, ma piuttosto aumentare i commenti d’apprezzamento e le frasi d’accettazione e d’incoraggiamento. È meglio rassicurarsi e incoraggiarsi piuttosto che esprimere giudizi negativi;
  • evitare gli avverbi che esprimono situazioni assolute: mai, sempre, nessuno, tutti (dire “Faccio sempre lo stesso errore tutti i giorni” è ben diverso da “Ho fatto lo stesso errore che mi è già capitato di fare”. Nel primo caso mi precludo qualsiasi opportunità di miglioramento, nel secondo invece prendo coscienza di un errore che posso evitare in futuro.);
  • criticare il comportamento specifico e non la nostra persona (“Sono un fallito” vs “In questa occasione ho fallito”.);
  • trovare una soluzione a quanto è successo per evitare che accada in futuro piuttosto che arrovellarsi, cercare colpevoli o rivangare il passato (“Perché è capitato a me? E’ tutta colpa mia, me la sono cercata..” vs “E’ successo perché ho sottovalutato questo aspetto, la prossima volta so che è un elemento che non devo trascurare”).

 

IL DIALOGO INTERNO NEL COACHING: LE IMPERDIBILI FRASI DA RIPETERSI E QUELLE DA ELIMINARE DAL PROPRIO VOCABOLARIO

Abbiamo constatato che possediamo la facoltà e il potere di influenzare la nostra mente. Adesso vi svelerò che per agevolare la riuscita di questo obiettivo, ripetersi parole che ispirano positività, che inducono a sensazioni piacevoli, a vivere buone emozioni, è estremamente utile ed efficace.

Posso farcela! Sono in grado di riuscirci! Ecco un altro buono risultato! Stai tranquillo! Sii fiducioso, con calma tutto si risolve! Sto facendo la cosa giusta!”.

Sono tutte frasi che inducono ad avere fiducia in noi stessi, a sentirci più sicuri. Il meccanismo innescato da un dialogo interno positivo è: se sei più sicuro sei anche più coraggioso, se sei coraggioso sei portato ad agire, se agisci hai più chance di arrivare al traguardo prefissato.

Come ogni faccia della medaglia però, se tanto potere ha il dialogo interno nel facilitare un nostro successo, altrettanto ne avrà per condurci ad un fallimento.

Diventa dunque fondamentale sostituire tutto ciò che ci limita, che amplifica sentimenti come ansia e smarrimento: via i rimproveri, i messaggi demotivanti e le scuse. “Non sono capace di fare niente! Non ce la farò mai! E’ troppo dura per me. Ho sempre fallito in questo. Ma chi ti credi di essere?! Non farò in tempo. Non ho voglia. Ho paura. Lo faccio domani.”

 

PERCHE’ LA MAGGIORANZA DELLE PERSONE HA UN DIALOGO INTERNO NEGATIVO?

Principalmente perché durante i primi anni di vita, nel periodo in cui educare è fondamentale, le critiche vengono utilizzate con molta più frequenza degli apprezzamenti e per di più hanno più probabilità di fissarsi nella memoria.

Chiarito quindi come si può influenzare in qualche modo questo meccanismo, è bene sempre ricordare che tanto più forti e convincenti saranno le frasi di un dialogo interno, tanto più determineranno il successo o l’insuccesso di una prestazione. Parlandosi  meglio si avrà modo di assumere decisioni migliori, di fermarsi in situazioni rischiose, da cui scaturiranno comportamenti produttivi che daranno risultati di eccellenza. L’inner talk potrà essere la nostra salvezza, ma solo se saremo in grado di utilizzarlo.

Nel coaching il dialogo interno assume una doppia importanza perché comunicare bene  con sé stessi significa migliorare molto la comunicazione con gli altri; più ci piacciamo e più ritroviamo riscontri positivi negli altri, più rispettiamo noi stessi e meglio interagiremo con gli altri.

 

Coloro che hanno sviluppato l’abilità a controllare a piacimento il proprio stato d’animo, a sentire e a dare ascolto al proprio dialogo interno, hanno acquisito una risorsa molto utile e importante, da applicare in situazioni anche molto diverse far loro.  Cosa aspetti a sentirti libero e padrone di te stesso?

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