Lavorare come coach

Negli ultimi anni la figura del coach ha assunto notevole importanza nell’ambito della formazione e della crescita personale: lavorare come coach è un’ottima opportunità per avviare un lavoro stimolante e indipendente. 

 

Lavorare come coach

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Per lavorare come coach è necessario possedere un bagaglio formativo molto solido. Un’ottima formazione deve prevedere un percorso personale basato sulle tecniche del coaching e possibilità di fare pratica sia come coachee sia come coach. Il coachee è colui che si lascia guidare dal coach nel percorso di sviluppo personale.

Se si vuole lavorare come coach bisogna innanzitutto delineare la propria nicchia di riferimento nella quale specializzarsi. È importante definire il proprio campo di azione per identificare i clienti ai quali offrire le proprie competenze.

Lavorare come coach non significa essere psicologi. Spesso si identifica erroneamente la figura del coach con lo psicologo. Il coach si rivolge a persone che non presentano disagi e disturbi psicologici ma a persone che hanno bisogno di un supporto per stabilire e raggiungere obiettivi di crescita personale. Chi lavora come coach fa sì che le persone siano nelle condizioni ottimali per sfruttare al meglio le potenzialità a loro disposizione al fine di migliorare la qualità della loro vita.

Il coach promuovere e gestisce la crescita del cliente rispettando aspettative e caratteristiche individuali. Lavorare come coach significa essere un professionista nello sviluppo delle potenzialità al fine di raggiungere uno specifico obiettivo. Il coach promuove l’auto sviluppo del cochee. Il coach accompagna il suo cochee nel processo di presa di coscienza, ricerca e sviluppo delle proprie potenzialità personali.

Lavorare come coach significa essere una risorsa per gli altri. Il coach non deve sostituirsi al cochee; attraverso la sua tecnica e le sue competenze, diviene il tramite mediante il quale il cochee viene posto nelle condizioni per esplorare le situazioni ed individuare e realizzare i piani di azione per raggiungere i propri obiettivi.
Il coach non somministra soluzioni, non ha obiettivi preordinati da proporre al cliente, non insegna ne’ trasmette nozioni, non manipola la libertà di scelta, non propone un proprio modello di comportamento ne’ un proprio stile di vita. Egli piuttosto mira a favorire, nel proprio cliente, un incremento di autoconsapevolezza rispetto alle sue competenze, alle esperienze, ai suoi punti di forza.
Il coach è colui che stimola il cliente a individuare e chiarire i propri obiettivi, sostenendolo nel redigere ed a attuare un piano di azione che gli permetta di realizzarli nei tempi che ha stabilito.

Il coach fa tutto questo tramite l’accoglienza e l’ascolto attivo, costruendo con il suo cliente un rapporto di fiducia, una vera e propria alleanza. Un rapporto fondato sul confronto aperto, rispettoso, costruttivo.

Lavorare come coach è essere un esperto nell’arte della comunicazione, poiché il linguaggio è uno strumento fondamentale del suo lavoro. Egli deve avere esperienza, una buona dose di intuito, deve saper porre domande in modo incisivo e autorevole, deve fornire feedback mirati e continui, deve motivare e responsabilizzare il cliente nel passaggio dal pensiero all’azione, deve supportarne la concentrazione affinché non perda di vista gli obiettivi stabiliti.

Lavorare come coach comporta anche l’essere creativi, innovatori, intraprendenti poiché il coach non cerca lavoro ma lo crea, lo costruisce giorno dopo giorno, aprendo nuovi sbocchi professionali, intercettando la domanda di una clientela potenzialmente vastissima.

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