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Meglio ad occhi chiusi o aperti?

bacio a occhi chiusi

C’è un metodo sicuro per stabilire se è meglio farlo ad occhi chiusi, oppure tenendoli bene aperti?

Secondo il Mental Trainer Alberto Biffi, NO: quando utilizziamo TECNICHE DI VISUALIZZAZIONE è indifferente tenere gli occhi chiusi oppure aperti; l’importante è che funzioni!

Ed è oramai dimostrato che le tecniche di visualizzazione sono uno strumento potente ed efficace per migliorare le performance.

Ieri, mercoledì 9 settembre, abbiamo partecipato al primo webinar dopo le vacanze del percorso di CMC Italia per diventare mental coach certificati: è stato bello ritrovarsi dopo le ferie!

 

La Visualizzazione: cos’è?

Possiamo dire che la visualizzazione è “la formazione di immagini mentali e l’atto di processare queste immagini”.

La visualizzazione creativa è una tecnica utilizzata per ricreare specifici comportamenti o eventi futuri. Per esempio un giocatore di golf può visualizzare il colpo perfetto.

Immaginiamo / visualizziamo quello che dovremo fare: nel farlo cerchiamo di coinvolgere tutti i nostri sensi, quindi non solo vediamo ma anche ascoltiamo i suoni gli odori le sensazioni … otterremo così migliori risultati!

Le componenti della visualizzazione sono quindi molteplici e complementari:

  • visive
  • uditive
  • olfattive
  • emotive
  • cinestesiche

La visualizzazione ha un potere enorme perché:

  • ispira il futuro
  • guida le nostre azioni
  • genera e rafforza la motivazione

 

lindsey vonn

 

Grazie alla visualizzazione è addirittura possibile diventare dei campioni di golf, restando per anni in un campo di prigionia durante la guerra. Non ci credi? Leggi l’incredibile storia di Major Nesmeth.

Il potere della visualizzazione si “vede” anche nei movimenti magici pre-gara di campioni dello sci come la bravissima (e bellissima) Lindsey Vonn

 

Per conoscere tutti i segreti delle tecniche di visualizzazione, riascoltate il webinar di Alberto Biffi.

 

Ed ecco ora delle domande per dei veri esperti … vediamo chi è il primo a rispondere!

  •          Meglio una visualizzazione interna associata o una esterna dissociata?
  •          In quale età ci viene più naturale visualizzare?
  •          Quando utilizzate (o fate utilizzare) le tecniche di visualizzazione?
  •          Johnny Depp in Don Juan De Marco è un buon esempio di persona che visualizza?

Per le migliori risposte, in palio una sessione di coaching con Lindsey o Johnny, a scelta!!!

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12 Comments to "Meglio ad occhi chiusi o aperti?"

  1. Fabio
    16 maggio 2018 at 12:47

    ciao vorrei sapere collegando la visualizzazione alla pnl
    gli occhi sono importanti per costruire le immagini?

  2. ana
    21 settembre 2015 at 17:50

    Meglio una visualizzazione interna associata o una esterna dissociata?

    su questo è ovvio ed indispensabile direi che coesistano in contemporanea.
    La “quantità” di appropriazione ed uso della visualizzazione interna ed esterna è legato quanto le due modalità abbiano effetti diversi e vedere di uttilizzarli con obiettivi diversi.
    In quale età ci viene più naturale visualizzare?
    cè un detto che mi rimane sempre in mente “i progetti gli fanno i giovani…” il sogno, il desiderio,il raggiungere . . la loro grandezza ebbe l’ho sentito nella mia vita e lo sento nel mio lavoro quando incontro gli adolescenti. e direi che l’età della visualizzazione è quella in cui acquisisco al meglio il significato delle parole e completto il significato in funzione di interessi e motivazione crescendo…all’età di bambino
    Quando utilizzate (o fate utilizzare) le tecniche di visualizzazione?
    questo è legato, a mio avviso al tipo di disciplina che si applica. la squadra che seguo e quello di karate per cui la parte della composizione e tecnica e dominate per cui uso principalmento quello interno.
    Johnny Depp in Don Juan De Marco è un buon esempio di persona che visualizza?
    non conosco il film…prometto che recuperonel fratempo.

  3. Massimo Foletti
    14 settembre 2015 at 20:31

    Coach,

    Ottime risposte da tutti voi
    Mi piacciono molto i vostri spunti soprattutto sul punto 4 (anche quelli di Guido, anti-film, che condivido da anziano nelle linee generali…)

    Sotto gli altri, avete ancora 48 ore per dire la vostra!!

  4. Michele Benedetto
    13 settembre 2015 at 20:28

    1) direi che entrambe sono tecniche valide e potenti, anche se ritengo che quella associata sia più potente ed efficace, in quanto ci aiuta a vivere meglio l’esperienza usando tutti i nostri sensi indispensabili per migliorare il comportamento/tecnica/performance che vogliamo migliorare;
    2) ritengo che si incominci già da bambini a sognare e dunque a visualizzare, quando tutto incomincia a prendere colore ed il bambino incomincia a prendere coscienza di ciò che lo circonda. Se ciò che desidera e visualizza lo emoziona e lo motiva al punto giusto è molto probabile che da grande farà grandi cose;
    3) quotidianamente, sul lavoro e sopratutto quando pratico sport, visualizzare la mia performance prima, durante e dopo. Prima, mi aiuta a ripassare meglio ciò che devo fare; Durante, mi aiuta a rimanere concentrato su ciò che devo ancora fare; Dopo, mi aiuta a ricapitolare la performance ed a capire dove ho sbagliato per migliorare la prossima;
    4) non ho visto il film, anche se mi pare di capire che grazie alla visualizzazione Don Juan abbia salvato il matrimonio del suo psichiatra.

  5. guido
    12 settembre 2015 at 15:07

    All’ultima domanda non ho una risposta in quanto preferisco leggere un buon libro, magari all’aria aperta, che andare al cinema. Ritengo, ma è un parere strettamente personale, che il leggere sviluppi la fantasia e l’immaginazione e quindi consenta una “visualizzazione” personalizzata del momento scritto.
    Meglio visualizzazione interna od esterna? La mia idea è che la visualizzazione esterna permetta, facendo vivere il momento come se fosse visto dall’esterno (e cioè da un occhio critico), un risultato di performance migliore. Se immagino di dover fare uno “put” vincente e lo visualizzo come farebbe il mio coach (quindi senza lo stress di dover compiere in prima persona l’azione) l’approccio alla palla sarà più rilassato e quindi il risultato migliore. Probabilmente una visione dello stesso “interna” mi porterebbe a viver il momento con lo stesso atteggiamento che avrei senza fare “visualizzazione”.
    Con spirito altamente critico vorrei dire che da bambini (di altri tempi) veniva naturale visualizzare. Oggi con tutti i giochi tecnologici, computer, tablet eccetera si è castrato “il volo Pindarico”.
    Concludo dicendo che spesso utilizzo le tecniche di visualizzazione in tutte tre le fasi:
    prima (in preparazione dell’evento) a volte durante (per ricompormi) e sicuramente alla fine per fare tesoro degli errori fatti.

  6. Lisa
    12 settembre 2015 at 14:05

    1. La scelta è del tutto individuale e sarebbe scorretto considerare una modalità migliore dell’altra. Va detto che nella scelta, oltre ad una predisposizione personale, possono influire altri fattori, quali ad esempio il tipo di prestazione e le sue caratteristiche: nel caso di attività con elevate componenti cinestetiche, dove è molto importante “sentire” il proprio corpo e i suoi movimenti, sarà più appropriata un’immaginazione interna; ma anche il contesto può giocare la sua parte: molto probabilmente , se mi trovo in un ambiente caotico, cercherò di ritrovare la concentrazione “chiudendo gli occhi” e anche in quel caso preferirò una modalità interna per subire meno distrazioni e “vedere” meglio. Non c’è una modalità più corretta dell’altra;
    entrambe sono valide … a noi la scelta!
    2. La visualizzazione fa parte di noi, chiunque può ritrovarsi ad immaginare una situazione che dovrà affrontare. Tuttavia ci viene più naturale farlo durante l’infanzia, quando ancora non abbiamo “coscienza”.
    Dal punto di vista fisiologico l’atto della visualizzazione attiva simultaneamente le aree di entrambi gli emisferi cerebrali; è una facoltà che trascende e precede il pensiero razionale. E’ quindi strumento di congiunzione tra conscio e subconscio: allenando la nostra capacità di visualizzazione possiamo consapevolmente guidare la nostra mente subconscia, dando così “realtà” alla nostra vita interiore.
    3.Le tecniche di visualizzazione si possono utilizzare in diversi ambiti; personalmente le uso nei compiti di problem-solving, mi aiutano a trovare gli elementi chiave del problema e soprattutto ad avere un quadro più chiaro e semplificato della situazione.
    Si possono, però, usare anche nella gestione delle emozioni (stress, paura, panico etc.) oppure per migliorare la concentrazione; nel campo pubblicitario possono essere utilizzate per far emergere ricordi, profumi, sensazioni di piacere e benessere legate ad un prodotto; o ancora in ambito sportivo, per apprendere un gesto tecnico o per migliorarlo.
    4. Premetto di non aver mai visto il film… Tuttavia, leggendo la trama, mi sembra che ci sia un’inversione di ruoli: tra Don Juan e lo psichiatra, sarà quest’ultimo a “ricevere” un aiuto! I deliri del paziente diventano il catalizzatore delle emozioni e dei bisogni affettivi del suo psichiatra. Don Juan si dimostra un abile narratore: la visualizzazione attua un meccanismo simile a quello che si presenta durante l’ascolto di un racconto quando con l’immaginazione facciamo esperienza della situazione narrata.
    Questo a dimostrazione che il nostro modo di affrontare la vita necessita di un supporto narrativo, qualcuno che ci racconti situazioni in cui possiamo identificarci e la cui soluzione può essere un’indicazione per trovare poi da noi la nostra via d’uscita.

  7. SONIA
    12 settembre 2015 at 11:15

    L’importante è “tenere la porta socchiusa”. Quella che ci permette di passare dal mondo delle immagini del mondo reale a quelle del nostro mondo interno.
    Come fanno i bambini che visualizzano, sognano e immaginano con la stessa facilità con cui sorridono. Da loro dovremmo imparare o meglio ricordare, la flessibilità e la determinazione dei pensieri che permettono la realizzazione di tutto. Guardare dentro o fuori, intorno, con gli occhi dell’anima, attivando tutti i sensi, le percezioni è un’esperienza unica e avvolgente allo stesso tempo.
    E’ un confronto profondo con noi stessi che ci avvicina alle nostre capacità, è il libro della vita che narra e scrive contemporaneamente le pagine che sono state e verranno.
    Non c’è momento o età per “guardare” . Ogni volta che ne sentiamo la necessità o la voglia nel posto più adatto che è comunque quello che ci riflette. Se poi vogliamo inserire la visualizzazione in contesti definiti, come lo sport o il mondo del lavoro, allora diventa un gesto più tecnico, spesso anche indotto. Come quando le aziende ci sollecitano raccontandoci un prdotto, le sue peculiarità, la sua densità ed il suo profumo ecc….oppure quando personalmente, avendo un contatto diretto con i miei clienti, in cui dobbiare “creare” ex novo un ambiente o modificarlo, devo mettere la persona che mi stà di fronte nella condizione di “vedere” ciò che andremo a realizzare, facendogli percepire anche le sensazioni che i prodotti scelti gli daranno quando vivrà la sua nuova casa. Non c’è rendering che regga il confronto. Nel mondo dello sport che è la mia passione, sopra a quella bike, interpretando un intrigo di note, con il respiro corto ed il sudore copioso, quanto mai indispensabile è “viaggiare” nel vento percependo la frescura sulla pelle o il sollievo di un’alba che regala luce dopo un percorso al buio.
    Non conoscevo il film ma ne ho guardato una piccola parte sul link indicato. Sono bastate una manciate di parole con le quali il protagonista descriveva la sua convinzione dell’esistenza di un nesso tra le nocche delle mani di una donna e le sue cosce per dire con certezza che Johnny, oltre che un gran figo è anche un sapiente coach!

  8. Francesco Cozza
    11 settembre 2015 at 22:00

    1. Sono entrambe valide. Sicuramente risulta piú naturale la visualizzazione interna anche se quella esterna potrebbe risultare più idonea in alcune circostanza, per esempio per una valutazione post prestazione finalizzata alla correzione di eventuali errori. In ogni caso si tratta di un elemento soggettivo: per un individuo é più naturale ed efficace l’una, per un altro l’altra!
    2. Il cervello non distingue ciò che vediamo realmente da ciò che visualizziamo, genera infatti in entrambi i casi le stesse emozioni. Allo stesso modo i bambini non hanno la consapevolezza del reale, di ció che si può e non si può fare, quindi immaginano e visualizzano molto spesso. Con l’avanzare degli anni diventiamo più razionali e visualizziamo (o sognamo) sempre di meno in quanto, purtroppo, siamo troppo concentrati sul reale…. Da bambini quindi il nostro cervello é più allenato alla visualizzazione mentre da grandi, purtroppo, no! Diciamo che questo avviene fino all’inizio dell’adolescenza etá in cui si inizia ad entrare nel gruppo dei coetanei e la consapevolezza del reale diventa più concreta.
    3. Non esiste una regola, dipende dai deficit e dai punti di forza del soggetto e soprattutto dagli obiettivi che mi pongo. In funzione di ciò scelgo se visualizzare, o far visualizzare, prima, durante o dopo una prestazione.
    4. Non ho visto il film ma ho letto la teama. Penso che oltre ad un visualizzatore risulta un grande narratore in quanto, grazie ai suoi racconti immaginari sicuramente frutto di una visualizzazione, riesce a risollevare le sorti del matrimonio del suo psichiatra.

  9. Elisabetta
    10 settembre 2015 at 22:57

    1Credo sia meglio la visualizzazione interna che associata alla meditazione porta a risultati sorprendenti. 2) dipende dalle persone, in generale quando si desidera 3) negli ultimi anni in vari ambiti 4) non conosco il film

  10. davide
    10 settembre 2015 at 18:10

    1) sono entrambe valide,per esempio la visualizzazione associata può essere utile quando serve lavorare sulle sensazioni mentre quella dissociata per vedere come elaborare la postura perfetta su un tiro

    2) Quando siamo bambini utilizziato spesso la visualizzazioone, creandoci amici immaginari o altro

    3) Spesso prima di una performance, per visualizzare o far visualizzare la prestazione prefetta, riguardo a quando lavorato in settimana

    4) Non ricordo bene il film, ma ricordo di una vita creata tramite una fervida fantasia, una visualizzazione talmente perfetta che per Don Juan era pura realtà

  11. Alberto
    10 settembre 2015 at 18:04

    Ma quanto è potente la visualizzazione? vi sarà capitato di sentire “in più in regalo il 50% del prodotto” o “vi renderà i capelli fino a 5 volte più luminosi” o “risolve i vostri problemi fino al 100%”. Viene utilizzata in pubblicità per immaginare situazioni straordinarie ma in realtà…..

  12. Massimo Foletti
    10 settembre 2015 at 17:46

    I premi sono disponibili solo per le tre prime miglior risposte, affrettatevi !

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