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Mental tennis: occhio alla palla!

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Nell’esercizio dell’attività sportiva utilizziamo contemporaneamente i diversi sensi di cui siamo naturalmente dotati, soprattutto la vista e l’udito.
Nella vita di tutti i giorni siamo noi a decidere se e quando utilizzare i nostri sensi. Infatti possiamo attivarli o disattivarli con la nostra volontà: chiudiamo gli occhi se non vogliamo vedere; ci tappiamo le orecchie per non sentire.
Possiamo quindi affermare che noi possediamo la capacità di controllare i nostri sensi e regolare il flusso di informazioni che attraverso essi ci perviene.
Nel momento in cui i nostri sensi sono attivi, però, hanno la capacità di acquisire, anche in maniera involontaria, informazioni di cui noi coscientemente non ci accorgiamo, ma che il nostro cervello recepisce e regolarmente immagazzina.
Tali informazioni non superano la barriera della nostra coscienza (sono infatti dette subliminali, cioè sotto il limite della coscienza), ma rimangono dentro di noi e possono anche condizionare i nostri comportamenti.

Per poter acquisire invece volontariamente specifiche informazioni bisogna “concentrare” i nostri sensi su di un determinato oggetto o situazione.
Nella pratica del tennis, i maestri non smettono mai di ripetere agli allievi di “tenere gli occhi sulla pallina”, cioè di seguire con gli occhi la pallina in movimento sempre e costantemente.

Si potrebbe dire che si tratta di una ovvietà: “Se non guardo la pallina, come posso sapere dove e quando colpirla?”.
Invece le cose stanno molto diversamente!
Posso affermare senza tema di smentita che sono veramente pochi i tennisti che durante il gioco seguono costantemente la pallina con gli occhi.Spesso noi osserviamo la pallina fino al momento del rimbalzo nelle nostre vicinanze per poi sollevare lo sguardo per cercare di vedere dove è posizionato l’avversario o dove finirà la nostra pallina (che, peraltro, non abbiamo ancora colpito!).
Altre volte crediamo di guardare la pallina fino in fondo, cioè fino al momento in cui tocca le corde della racchetta, ma in realtà non stiamo guardando niente.
Un maestro di tennis di fama mondiale come Vic Braden (colui che negli anni ’70 ha studiato il “top spin” utilizzando le leggi della fisica) afferma che i nostri occhi non possono vedere l’attimo in cui la pallina colpisce le corde a causa della velocità alla quale avviene l’impatto.
Sostiene, però, che è comunque importante cercare di fissare lo sguardo su di essa fino all’istante in cui la colpiamo… e anche dopo: rimanendo, cioè, con la testa e gli occhi rivolti verso il punto d’impatto anche qualche attimo dopo avere eseguito il colpo.
Se volete capire di cosa sto parlando provate a seguire con attenzione il movimento della testa di Roger Federer, un campione anche in questo accorgimento tecnico.

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Possiamo, quindi affermare con certezza che la pallina va sempre guardata, per tutta una serie di validi motivi: tecnici e mentali.

 

MOTIVI TECNICI

Tenere la nostra attenzione focalizzata sulla pallina migliorerà la nostra performance perché:

1) La pallina rimbalza sempre in maniera diversa in quanto i tiri dell’avversario non sono mai uguali l’uno all’altro.
Pertanto se non seguiamo la pallina con lo sguardo fino al momento dell’impatto andremo a colpire “alla cieca” pensando ed ipotizzando che la pallina sia “all’incirca da quelle parti” soltanto perché in precedenza l’abbiamo colpita “all’incirca da quelle parti”.
Non lamentiamoci, poi, se non la colpiamo bene ed i nostri tiri saranno scadenti.

2) Guardando attentamente la pallina possiamo modificare il tipo di colpo da effettuare in funzione del suo rimbalzo.
Il tennista, normalmente, decide prima di colpire che tipo di colpo vuole fare, ma solo il tennista attento potrà cambiare idea a causa di un rimbalzo anomalo della pallina.

3) Tenere lo sguardo rivolto verso la pallina ci “impedisce” di volgere lo sguardo verso il punto in cui vogliamo indirizzare il colpo, impedendo così all’avversario di anticipare le nostre mosse.

4) Seguire costantemente la pallina con gli occhi ci permetterà di cogliere il momento migliore in cui colpire, con la possibilità di anticipare il ritorno della pallina e non dare all’avversario il tempo di piazzarsi adeguatamente.

MOTIVI MENTALI

Tenere la nostra attenzione focalizzata sulla pallina ci aiuterà a concentrarci meglio perché:

5) Eliminerà o ridurrà al minimo i fattori di distrazione causati dall’ansia di avere tutto il campo (tribune comprese) sotto il nostro “controllo”.

6) Focalizzando la nostra attenzione sulla pallina e, quindi, su quello che stiamo facendo “qui ed adesso” eviteremo di portare i pensieri “altrove”.

7) Eviterà di farci distrarre o, peggio, intimorire dai movimenti del braccio o del corpo dell’avversario

8) E’ la pallina il nostro vero ed unico avversario, non la persona che è dall’altra parte del campo.
Noi possiamo controllare solo lei, e solo con lei dobbiamo relazionarci per ottimizzare la nostra performance.
L’altro giocatore, invece, è una realtà assolutamente incontrollabile e non deve mai essere oggetto della nostra attenzione.
Mi chiederete: “Se guardiamo sempre la pallina non potremo mai vedere la posizione del nostro avversario!”.
La mia risposta, per il momento, è: “Nel tennis moderno è sufficiente guardare l’avversario prima che lui colpisca. Dopo, a seguirlo ed a trasmetterci le sue “coordinate” ci penserà la nostra vista involontaria. Non per niente i tennisti sono gli atleti con la migliore visione periferica!”.
Ma di questo ed altri argomenti vi parlerò nei prossimi post.

Quindi: occhi sulla pallina e dritti (…ma anche rovesci e volèe…) alla meta!

 

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