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Sicuri che l’abito non faccia il monaco?

Abbigliamento e percezione di sè

Se fino ad oggi avete speso minuti preziosi davanti allo specchio interrogandovi sulle possibili reazioni al vostro abbigliamento, dopo aver letto questo post il tempo abitualmente dedicato a ciò non sarà più sufficiente poichè, parola di Life Coach, il tipo di vestito indossato non solo influenza l’altrui pensiero ma anche il vostro.

Ognuno di noi quando indossa un determinato vestito lo fa con l’idea più o meno consapevole che ciò inciderà sull’opinione che gli altri hanno di lui/lei.

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Ciò che indossiamo, secondo alcuni autorevoli Mental Coach, può influenzare la percezione che abbiamo di noi stessi, come ad esempio una maglietta di Superman fa sentire più forti e un camice bianco migliora i risultati di un test matematico.

Karen Pine Certified Mental Coach ha pubblicato i risultati dei suoi esperimenti in un libro: “Se si chiede ad un ragazzo con la t-shirt di Superman di stimare che peso può sollevare risponderà con un numero maggiore di un ragazzo che ha una maglietta normale, ma anche di uno che ha gli stessi vestiti che aveva lui prima”.

Alcune donne invece che erano alle prese con un test di matematica sono state fatte vestire in modo diverso: quelle vestite con una tuta hanno avuto risultati peggiori che quelle in maglioncino e i risultati migliori si sono avuti facendo indossare loro un camice bianco, come se il cervello pensasse di avere le capacità mentali di un dottore. Karen Pine, come cita nell’aticolo su crescitapersonale.it conclude “Questi studi confermano che non solo noi siamo quello che vestiamo, ma diventiamo quello che vestiamo”.

Insomma, noi tutti ci aspettiamo che il modo di vestirci possa influenzare le nostre relazioni sociali e, a quanto pare, tale fenomeno è enfatizzato dal fatto che l’abbigliamento sembra esercitare una discreta influenza anche sui nostri pensieri.

 

 

One Comment to "Sicuri che l’abito non faccia il monaco?"

  1. davide
    19 settembre 2014 at 11:25

    Sono del parere che l’abito faccia il monaco o meglio sicuramente induce il nostro interlocutore a pensare di sapere con chi ha a che fare (cosa gradita sarebbe, poi, che l’idea di chi siamo e di come appariamo combaci).
    Non sono per nulla d’accordo, invece, sul fatto che influenzino concretamente il nostro operato. Ritengo che possano darci una mano nel sentirci più a proprio agio ma non che davvero determinino l’esito di un esame.

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